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	<title>Maggiolini Fuorisalone 2015</title>
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		<title>Grande successo di mostra. Grazie!</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 16:24:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Sei giorni di esposizione, una media di 320 visitatori al giorno hanno usufruito delle visite guidate, ogni giorno si sono susseguite mediamente 10 visite guidate (6 visite in più rispetto alle 4 su prenotazione), più di 200 i cataloghi venduti, una rassegna stampa ragguardevole (le più grandi testate) e un&#8217;altrettanto ragguardevole rassegna web. Numeri indiscutibilmente più che positivi per una...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Sei giorni di esposizione, una media di 320 visitatori al giorno hanno usufruito delle visite guidate, ogni giorno si sono susseguite mediamente 10 visite guidate (6 visite in più rispetto alle 4 su prenotazione), più di 200 i cataloghi venduti, una rassegna stampa ragguardevole (le più grandi testate) e un&#8217;altrettanto ragguardevole rassegna web. Numeri indiscutibilmente più che positivi per una settimana caratterizzata da un trend di afflusso di pubblico incessante, che ne ha decretato il successo, in un&#8217;atmosfera meravigliosa, in un meraviglioso &#8220;salotto&#8221; che ha visto appassionati e neofiti entusiasti e abbacinati dal tripudio di colori e di intarsi dei 15 Maggiolini esposti.</p>
<p>Vorrei ringraziare di cuore tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo a partire da coloro che vi hanno contribuito finanziariamente:<br />
<strong>Guido Wannenes</strong>, amministratore delegato della omonima società, uomo colto e intelligente che ha capito il progetto e ci ha creduto;<br />
la <strong>Fondazione I Care Ancora onlus</strong> che dell&#8217;integrazione hanno fatto la loro ragione professionale;<br />
<strong>Ciaccio Broker</strong> e <strong>Shipping Team</strong>, che hanno offerto la loro professionalità assicurativa e di trasporto;<br />
i giovani della <strong>Davvero</strong>, tra cui Alessandro Rigamonti, che ci hanno restituito in 3D il mobile perduto;</p>
<p>Grazie a:<br />
<strong><strong>CorsiArte</strong> </strong>che si è occupata del progetto organizzativo, delle relazioni con la stampa, dell&#8217;immagine coordinata dell&#8217;evento;<br />
<strong><strong>Giuseppe Beretti</strong></strong>, curatore della mostra e artefice del progetto;<br />
<strong>Di Mano in Mano</strong> cooperativa di solidarietà sociale che ha allestito la mostra, curato il catering e supportato la gestione quotidiana dell&#8217;evento (Paola, Piera, Sandro, Andrea, Irene);<br />
la<strong> <strong>Fondazione Cologni</strong> </strong>e<strong> <strong>Alberto Cavalli</strong> </strong>che hanno colto le affinità del nostro e del loro sentire;</p>
<p>Grazie a tutti gli enti prestatori:<br />
il <strong>Comune di Milano</strong>, la <strong>Provincia</strong>, le <strong>Civiche Raccolte d&#8217;Arte del Castello</strong> e un grazie particolare ai prestatori privati.</p>
<p>Ringrazio di cuore tutte le persone che ci hanno supportato durante lo svolgimento della mostra alla Galleria San Fedele, padre Andrea Dall&#8217;Asta, Chiara Cardini, Alessandra e Umberto.</p>
<p>GRAZIE A TUTTI, è stato magnifico!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Rassegna Web su &#8220;Maggiolini al Fuorisalone&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Apr 2015 15:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Organizzazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Di seguito tutti i siti che hanno dedicato uno spazio alla mostra: TG 3 REGIONE http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-d1771bdd-3372-4621-b543-25e70b1cdb11-archivio.html# &#8211; video del 14/04/2015, tg delle 19:30 ARTSLIFE http://www.artslife.com/2015/04/10/maggiolini-al-fuorisalone-lo-storico-ebanista-in-mostra-a-milano/ SKY ARTE http://arte.sky.it/2015/04/giuseppe-maggiolini-un-ebanista-al-fuorisalone/ EXIBART http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=148516 ARTRIBUNE http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43827/giuseppe-maggiolini-maggiolini-al-fuorisalone-2015/ ARTE http://www.arte.it/calendario-arte/milano/mostra-giuseppe-maggiolini-designer200yearsago-15035 IL GIORNALE http://www.ilgiornale.it/news/milano/i-capolavori-maggiolini-spunta-scrivania-pisapia-1115712.html IL SOLE 24 ORE http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-04-15/fuorisalone-nostre-scelte-144849.shtml?uuid=ABUhAtPD MILANOTODAY http://www.milanotoday.it/eventi/maggiolini-fuorisalone-2015-milano.html MILANO POST http://www.milanopost.info/2015/04/15/lebanista-maggiolini-designer-ante-litteram-in-mostra-a-milano/ MILANO FINANZA http://www.milanofinanza.it/articoli/scrittoio-luigi-xv-a-portata-di-studio-1977741?preview=false&#38;access=FA FAMIGLIA CRISTIANA http://www.famigliacristiana.it/fotogallery/maggiolini-il-designer-del-settecento.aspx HEYEVENT http://heyevent.com/event/1617555905145275/maggiolini-al-fuorisalone-2015-designer200yearsago-14-19-aprile-milano EVENTI OGGI...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito tutti i siti che hanno dedicato uno spazio alla mostra:</p>
<p>TG 3 REGIONE<br />
<a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-d1771bdd-3372-4621-b543-25e70b1cdb11-archivio.html">http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-d1771bdd-3372-4621-b543-25e70b1cdb11-archivio.html#</a> &#8211; video del 14/04/2015, tg delle 19:30</p>
<p>ARTSLIFE<br />
<a href="http://www.artslife.com/2015/04/10/maggiolini-al-fuorisalone-lo-storico-ebanista-in-mostra-a-milano/">http://www.artslife.com/2015/04/10/maggiolini-al-fuorisalone-lo-storico-ebanista-in-mostra-a-milano/</a></p>
<p>SKY ARTE<br />
<a href="http://arte.sky.it/2015/04/giuseppe-maggiolini-un-ebanista-al-fuorisalone/">http://arte.sky.it/2015/04/giuseppe-maggiolini-un-ebanista-al-fuorisalone/</a></p>
<p>EXIBART<br />
<a href="http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=148516">http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=148516</a></p>
<p>ARTRIBUNE<br />
<a href="http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43827/giuseppe-maggiolini-maggiolini-al-fuorisalone-2015/">http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43827/giuseppe-maggiolini-maggiolini-al-fuorisalone-2015/</a></p>
<p>ARTE<br />
<a href="http://www.arte.it/calendario-arte/milano/mostra-giuseppe-maggiolini-designer200yearsago-15035">http://www.arte.it/calendario-arte/milano/mostra-giuseppe-maggiolini-designer200yearsago-15035</a></p>
<p>IL GIORNALE<br />
<a href="http://www.ilgiornale.it/news/milano/i-capolavori-maggiolini-spunta-scrivania-pisapia-1115712.html">http://www.ilgiornale.it/news/milano/i-capolavori-maggiolini-spunta-scrivania-pisapia-1115712.html</a></p>
<p>IL SOLE 24 ORE<br />
<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-04-15/fuorisalone-nostre-scelte-144849.shtml?uuid=ABUhAtPD">http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2015-04-15/fuorisalone-nostre-scelte-144849.shtml?uuid=ABUhAtPD</a></p>
<p>MILANOTODAY<br />
<a href="http://www.milanotoday.it/eventi/maggiolini-fuorisalone-2015-milano.html">http://www.milanotoday.it/eventi/maggiolini-fuorisalone-2015-milano.html</a></p>
<p>MILANO POST<br />
<a href="http://www.milanopost.info/2015/04/15/lebanista-maggiolini-designer-ante-litteram-in-mostra-a-milano/">http://www.milanopost.info/2015/04/15/lebanista-maggiolini-designer-ante-litteram-in-mostra-a-milano/</a></p>
<p>MILANO FINANZA<br />
<a href="http://www.milanofinanza.it/articoli/scrittoio-luigi-xv-a-portata-di-studio-1977741?preview=false&amp;access=FA">http://www.milanofinanza.it/articoli/scrittoio-luigi-xv-a-portata-di-studio-1977741?preview=false&amp;access=FA</a></p>
<p>FAMIGLIA CRISTIANA<br />
<a href="http://www.famigliacristiana.it/fotogallery/maggiolini-il-designer-del-settecento.aspx">http://www.famigliacristiana.it/fotogallery/maggiolini-il-designer-del-settecento.aspx</a></p>
<p>HEYEVENT<br />
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<p>EVENTI OGGI<br />
<a href="http://www.eventioggi.net/evento-maggiolini-al-fuorisalone-2015-designer200yearsago-14-19-aprile-milano-milano-238837">http://www.eventioggi.net/evento-maggiolini-al-fuorisalone-2015-designer200yearsago-14-19-aprile-milano-milano-238837</a></p>
<p>IN ITALIA<br />
<a href="http://in-italia.net/730299337088264/">http://in-italia.net/730299337088264/</a></p>
<p>PRESSREADER<br />
<a href="http://www.pressreader.com/italy/libero/20150412/281968901209626/TextView">http://www.pressreader.com/italy/libero/20150412/281968901209626/TextView</a></p>
<p>ROUTE AND GO<br />
<a href="http://www.routeandgo.net/place/3492602/italy/maggiolini-al-fuorisalone-2015-designer200yearsago">http://www.routeandgo.net/place/3492602/italy/maggiolini-al-fuorisalone-2015-designer200yearsago</a></p>
<p>IL GIORNALE DELL’ARTE<br />
<a href="http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2015/4/123862.html">http://www.ilgiornaledellarte.com/articoli/2015/4/123862.html</a></p>
<p>WHEREVENT<br />
<a href="http://www.wherevent.com/detail/Vittoria-Bodini-Maggiolini-al-Fuorisalone-2015-designer200yearsago-14-19-aprile-Milano%282%29">http://www.wherevent.com/detail/Vittoria-Bodini-Maggiolini-al-Fuorisalone-2015-designer200yearsago-14-19-aprile-Milano%282%29</a></p>
<p>INLIQUIDA<br />
<a href="http://www.liquida.it/castello-sforzesco/?coolbox=0_99_0_33230572">http://www.liquida.it/castello-sforzesco/?coolbox=0_99_0_33230572</a></p>
<p>AGENPARL<br />
<a href="http://www.agenparl.com/fuorisalone-2015-dal-13-al-19-aprile-la-mostra-dello-storico-ebanista-maggiolini/">http://www.agenparl.com/fuorisalone-2015-dal-13-al-19-aprile-la-mostra-dello-storico-ebanista-maggiolini/</a></p>
<p>ERGONEWS<br />
<a href="http://www.ergonews.it/fondazione-cologni-dei-mestieri-darte/">http://www.ergonews.it/fondazione-cologni-dei-mestieri-darte/</a></p>
<p>MILANO ZONE<br />
<a href="http://www.milano.zone/2015/04/12/maggiolini-il-designer-del-settecento/">http://www.milano.zone/2015/04/12/maggiolini-il-designer-del-settecento/</a></p>
<p>VISITAMILANO<br />
<a href="http://www.visitamilano.it/turismo/eventi/index.html?id=69987&amp;idbonsainode=107&amp;urlp=Maggiolini_69987">http://www.visitamilano.it/turismo/eventi/index.html?id=69987&amp;idbonsainode=107&amp;urlp=Maggiolini_69987</a></p>
<p>CITYLIGHTS<br />
<a href="http://www.citylightsnews.com/news/milano-e-dintorni/7668-httpwwwmilanotodayiteventimaggiolini-fuorisalone-2015-milanohtml">http://www.citylightsnews.com/news/milano-e-dintorni/7668-httpwwwmilanotodayiteventimaggiolini-fuorisalone-2015-milanohtml</a></p>
<p>GEOSNEWS<br />
<a href="http://it.geosnews.com/p/it/lombardia/mi/maggiolini-a-milano-per-il-fuorisalone-2015_5965219">http://it.geosnews.com/p/it/lombardia/mi/maggiolini-a-milano-per-il-fuorisalone-2015_5965219</a></p>
<p>VANITY FAIR<br />
<a href="http://www.vanityfair.it/lifestyle/casa/15/04/10/salone-del-mobile-2015-e-fuorisalone-milano-guida-programma-eventi-party">http://www.vanityfair.it/lifestyle/casa/15/04/10/salone-del-mobile-2015-e-fuorisalone-milano-guida-programma-eventi-party</a></p>
<p>MILANO WEEKEND<br />
<a href="http://www.milanoweekend.it/2015/04/14/fuorisalone-2015-agenda/47693#.VS0H8fmsVqU">http://www.milanoweekend.it/2015/04/14/fuorisalone-2015-agenda/47693#.VS0H8fmsVqU</a></p>
<p>MILANO DA BERE<br />
<a href="http://www.milanodabere.it/milano/fuori_salone/maggiolini_44405.html">http://www.milanodabere.it/milano/fuori_salone/maggiolini_44405.html</a></p>
<p>EITALIA<br />
<a href="http://www.etalia.net/articles/a6ef5f1e4-63f6-4cff-aa62-ec5f1a4f3d4d">http://www.etalia.net/articles/a6ef5f1e4-63f6-4cff-aa62-ec5f1a4f3d4d</a></p>
<p>FOGLI D’ARTE<br />
<a href="http://foglidarte.blogspot.it/2015/04/giuseppe-maggiolini-un-designer-ante.html">http://foglidarte.blogspot.it/2015/04/giuseppe-maggiolini-un-designer-ante.html</a></p>
<p>ESPOARTE<br />
<a href="http://www.espoarte.net/arte/giuseppe-maggiolini-il-mobile-antico-per-il-fuori-salone/#.VS_RXvmsVqU">http://www.espoarte.net/arte/giuseppe-maggiolini-il-mobile-antico-per-il-fuori-salone/#.VS_RXvmsVqU</a></p>
<p>LA REPUBBLICA<br />
<a href="http://temi.repubblica.it/repubblicamilano-speciale-design/2015/04/09/infiniti-giochi-di-forme/">http://temi.repubblica.it/repubblicamilano-speciale-design/2015/04/09/infiniti-giochi-di-forme/</a></p>
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		<title>Rassegna stampa su &#8220;Maggiolini al Fuorisalone&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2015 11:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Organizzazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Hanno scritto della mostra: Anna Orlando Tutti i disegni di Maggiolini, intervista a Giuseppe Beretti, pp. 16-17 Antiquariato, n. 405, aprile 2015 «Come si distingue un “Maggiolini” da un generico mobile neoclassico lombardo? LO si riconosce dalla qualità dell’intarsio e dal preciso gusto compositivo. E poi soprattutto dall’aderenza ai modelli della bottega. Con la schedatura...</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Hanno scritto della mostra:</p>
<p>Anna Orlando<br />
<em>Tutti i disegni di Maggiolini</em>, intervista a Giuseppe Beretti, pp. 16-17<br />
<strong>Antiquariato</strong>, n. 405, aprile 2015<br />
«Come si distingue un “Maggiolini” da un generico mobile neoclassico lombardo? LO si riconosce dalla qualità dell’intarsio e dal preciso gusto compositivo. E poi soprattutto dall’aderenza ai modelli della bottega. Con la schedatura integrale del Fondo Maggiolini del Castello Sforzesco di Milano abbiamo un ricchissimo repertorio grafico con disegni, schizzi e progetti con appunti autografi, che consente di seguire i modelli anno per anno e individuare i committenti. Circa un terzo dei fogli sono collegabili a mobili noti…» <a href="http://www.corsiarte.it/che-cosa-ha-scritto-la-stampa-su-maggiolini-al-fuorisalone/antiquariato-2015-04-09-18-37/" target="_blank">leggi tutto</a></p>
<p>Ada Masoero<br />
<em>Il design milanese inizia da Maggiolini</em><br />
<strong>Il Giornale dell&#8217;Arte, </strong>aprile 2015<br />
«Il primo brand di design di Milano ha più di 200 anni. Non di un refuso si tratta ma di una realtà storica, perché fu Giuseppe Maggiolini a intuire per primo l’importanza di supportare la sua sapienza di intarsiatore con invenzioni formali di artisti rinomati (che, va detto, facevano a gara per fornirglieli). Maggiolini fu subito premiato: le sue creazioni furono un must per la corte asburgica, alla fine del Settecento, e poi per quella napoleonica e per l’entourage dell’aristocrazia e dell’alta borghesia, non solo lombarda…» <a href="http://www.corsiarte.it/che-cosa-ha-scritto-la-stampa-su-maggiolini-al-fuorisalone/il-giornale-dellarte-2015-04-09-18-37/" target="_blank">leggi tutto</a></p>
<p>Manuela Croci<br />
<em>Quando il dettaglio è prezioso</em><br />
<strong>Corriere della Sera</strong>, settimanale Sette, 10 aprile 2015<br />
«La centralissima Galleria San Fedele è invece la sede scelta per Maggiolini al fuorisalone, esposizione con opere dello storico ebanista lombardo…» <a href="http://www.corsiarte.it/?attachment_id=1783" target="_blank">leggi tutto</a></p>
<p>Vera Agosti<br />
<em>Maggiolini, maestro dell&#8217;intarsio col trumeau da 2 milioni di euro</em>, p. 25<br />
<strong>Libero</strong>, Cultura, 12 aprile 2015<br />
«Il Fuorisalone dedica una mostra all’artista settecentesco. Ebanista al servizio di Bonaparte, griffò arredi dal valore inestimabile. L’esposizione è un’occasione unica per il pubblico, che potrà ammirare capolavori appartenenti a privati e solitamente rinchiusi nelle loro collezioni, aggiudicati in asta ad oltre un milione di euro, nonché numerosi tesori del Comune di Milano, solitamente non esposti perché tenuti nei depositi o negli appartamenti comunali. Tra di essi lo scrittoio appositamente restaurato, conservato per vent’anni nell’appartamento privato del Sindaco a palazzo marino e che dopo la mostra arriverà finalmente in permanenza nella galleria espositiva del castello Sforzesco. Accanto alle 15 opere selezionate che offrono un excursus cronologico del lavoro di Maggiolini, i progetti e i disegni originali relativi che provengono dallo sterminato Fondo Maggiolini dei disegni di bottega del Castello Sforzesco…» <a href="http://www.corsiarte.it/?attachment_id=1784" target="_blank">leggi tutto</a></p>
<p>Mimmo Di Marzio<br />
<em>Tra i capolavori di Maggiolini spunta la scrivania di Pisapia</em>, p. 5<br />
<strong>Il Giornale</strong>, Milano Album, 13 aprile 2015<br />
«Una piccola grande chicca, l’esposizione a cura di Giuseppe Beretti e prodotta dall’impresa cooperative Di Mano in Mano, con il coordinamento dell’Ente di formazione CorsiArte. Il titolo poi è suggestivo e cade a pennello nello spumeggiante palinsesto della settimana del mobile: “maggiolini al fuorisalone, primo brand di design di fine Settecento”… Maggiolini rappresenta la firma più prestigiosa dell’antica arte dell’intarsio che, nel caso dell’ebanisteria, prevede unicamente l’uso di legnami di altissima qualità. I suoi cassettoni, comodini, stipi, cofanetti e scatole-scrigno sono tra gli elementi di arredo…» <a href="http://www.corsiarte.it/che-cosa-ha-scritto-la-stampa-su-maggiolini-al-fuorisalone/il-giornale-1/" target="_blank">leggi tutto</a></p>
<p>Luisa Ciuni<br />
<em>Quell&#8217;artigiano dei Lumi. Maggiolini e i suoi mobili</em>, p. XX<br />
<strong>Il Giorno</strong>, <strong>Società cultura / spettacoli</strong>, 14 aprile 2015<br />
«L’esposizione si giova di un allestimento contemporaneo che mira a far comprendere come nell’unione fra Maggiolini e i disegnatori di quelli che sarebbero diventati intarsi si stabilì man mano un rapporto così forte da somigliare a quello che contraddistingue il design e gli architetti. Ogni mobile è esposto con la cura di mostrare accanto il disegno che l’ebanista fece realizzare per poi riportarlo nel legno. Si notano l’esattezza eccezionale dei lavori, lo scambio fra disegno e tarsia, le indicazioni di pugno di Maggiolini sui colori, i dettagli, le commissioni da eseguire…» <a href="http://www.corsiarte.it/?attachment_id=1785" target="_blank">leggi tutto</a></p>
<p>Carlotta Lombardo<br />
<em>Maggiolini, l&#8217;uomo che ricamò il legno</em>, p. 58<br />
<strong>Corriere della Sera</strong>, <strong>Design</strong>, 14 aprile 2015<br />
«Ma che ci fa il Maggiolini tra gli appuntamenti alla Milano Design Week? “L’ebanista – spiega Vittoria Bodini, direttore generale di CorsiArte, tra gli organizzatori della mostra, insieme al Comune di Milano – è il primo designer ante litteram. È stato lui a capire per primo e in pieno Settecento che per sfondare non gli era più sufficiente la maestria artigianale: doveva lavorare su progetto. Maggiolini ha coniugato un mestiere antichissimo, l’intarsio ligneo del Rinascimento con criteri e schemi produttivi straordinariamente innovativi e ancora attuali. Con lucidità ha intuito che l’abilità manuale aveva bisogno di invenzioni formali e di progetti dei migliori artisti del momento: Appiani, Albertolli, Gerli e Levati. Per questo i suoi mobili sono il primo brand di design mai esistito.Suo è il concetto di etichetta. Dell’idea, cioè, che la firma fosse una garanzia di qualità…» <a href="http://www.corsiarte.it/che-cosa-ha-scritto-la-stampa-su-maggiolini-al-fuorisalone/corriere-fuorisalone/" target="_blank">leggi tutto</a></p>
<p>twitter@rigatells<br />
<em>Fuorisalone</em>, p. XV<br />
<strong>La Stampa</strong>, <strong>Speciale</strong>, 14 aprile 2015<br />
<a href="http://www.corsiarte.it/?attachment_id=1786" target="_blank">leggi tutto</a></p>
<p>Carla Vanzetto<br />
<em>I mobili gioiello di Maggiolini artigiano-designer ante litteram</em>, p. 15<br />
<strong>Corriere della Sera</strong>, <strong>Cultura&amp;Tempo libero</strong>, 15 aprile 2015<br />
«Mobili antichi? Non scherziamo. Qui siamo davanti a dei capolavori, che anche il mercato riconosce come tali…Pezzi autentici Maggiolini al mondo ne sono rimasti un centinaio, moltissimi in collezione privata e dunque invisibili ai più. Eccezionale allora vederne riuniti 15 in un colpo solo nella mostra “Maggiolini al Fuorisalone”, curata da Giuseppe Beretti… Una mostra che svela anche i processi di realizzazione degli arredi intarsiati, perché li accosta alle riproduzioni fotografiche dei disegni preparatori, conservati nel Fondo Maggiolini del Castello Sforzesco….Maggiolini li traduceva in pratica&#8230; Acuto  ricercatore di tendenze che intuisce l’evolversi del gusto e lo fiancheggia…» <a href="http://www.corsiarte.it/che-cosa-ha-scritto-la-stampa-su-maggiolini-al-fuorisalone/corriere-cultura-milano/" target="_blank">leggi tutto</a></p>
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		<title>Franco Cologni per Maggiolini</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 08:59:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tra le mie convinzioni più incontrovertibili vi è quella che il design sia una ricchezza che nasce dal territorio italiano, dalla nostra cultura della bellezza e del ben vivere, e che ne rappresenta un’espressione caratteristica e unica, trasversale rispetto ai settori cui si applica. Un’espressione in grado anzi di potenziarli, rinnovarli, rilanciarli grazie alla valorizzazione...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft wp-image-1061" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/Borromeo-1-r.jpg" alt="Borromeo-1-r" width="400" height="599" />Tra le mie convinzioni più incontrovertibili vi è quella che il design sia una ricchezza che nasce dal territorio italiano, dalla nostra cultura della bellezza e del ben vivere, e che ne rappresenta un’espressione caratteristica e unica, trasversale rispetto ai settori cui si applica. Un’espressione in grado anzi di potenziarli, rinnovarli, rilanciarli grazie alla valorizzazione del mestiere d’arte, altrimenti costretto spesso in rituali obsoleti. Affermare la centralità della cultura del progetto, e al contempo valorizzare la bellezza di un prodotto con un’anima, con una storia e con un’autentica legittimità, significa riportare fortemente al centro della riflessione la quintessenza dello stile italiano.<br />
Il valore di una mostra dedicata al grande Maggiolini, che germoglia tra le tante suggestioni del Fuori Salone, sta dunque in questo dialogo ideale tra le radici e il futuro, tra una legittimità che nasce dalla perfezione del passato e una creatività che si proietta verso il mestiere (e l&#8217;arte, e la cultura) di domani. Un valore che è dunque profondamente educativo non solo per le giovani generazioni, ma anche per i clienti, per gli esperti, per gli estimatori: l’educazione del cliente al bello e all’eccellente è quanto mai necessaria per tenere alta la cultura del progetto ben fatto, evitando di farla naufragare in un mare di messaggi contraddittori.<br />
Oggi più che mai sappiamo che non bastano più una linea ben tracciata, un materiale che incuriosisce, una certa pulizia formale per determinare il successo di un’opera di design: occorre lavorare sui valori autentici, su una perfezione che non sia superba affermazione di sé ma autenticità che non scende a compromessi. Come Maggiolini ha insegnato, e come questa mostra mirabilmente ricorda.<br />
Ho sempre sognato una cultura del mestiere d’arte che esca dai sacri orti delle botteghe, degli atelier e delle aziende per diventare patrimonio nazionale condiviso e conosciuto: e come scrive Umberto Eco, “Lo sapevano anche gli antichi che i sogni possono essere rivelatori”. Essendo anch’io un po’ “antico”, voglio pensare che il mio sogno sia rivelatore e che porti a una creatività connessa al bello e all’arte, alla rivalutazione di una tradizione artigianale d’eccellenza che non è mera esecuzione ma appassionata interpretazione.<br />
Nell’universo caleidoscopico e proteiforme del Fuorisalone, seguire la traccia dei sogni e dei valori può indicare un percorso meno scontato: un percorso verso i modelli più veri e positivi di un Paese che non si vuole arrendere alla volgarità, alla tautologia culturale, alla perdita di identità.</p>
<p><em>Franco Cologni, Presidente della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte</em></p>
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		<title>La Galleria San Fedele</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 08:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Organizzazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dopo il rientro dei gesuiti in Milano avvenuto nel 1946, la Galleria San Fedele, fondata dal padre gesuita Arcangelo Favaro nel 1949, s’inserisce nella cultura milanese del secondo dopoguerra, come uno tra i tentativi più coerenti di promuovere l’arte contemporanea, al di là di ogni credo religioso o ideologico. La Chiesa deve trovare un accordo con...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il rientro dei gesuiti in Milano avvenuto nel 1946, <strong>la Galleria San Fedele, fondata dal padre gesuita Arcangelo Favaro nel 1949</strong>, s’inserisce nella cultura milanese del secondo dopoguerra, come uno tra i tentativi più coerenti di promuovere l’arte contemporanea, al di là di ogni credo religioso o ideologico.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-1056 size-full" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/galsf-060-CASONATO.jpg" alt="galsf-060-CASONATO" width="600" height="400" /></p>
<p>La Chiesa deve trovare un accordo con la cultura contemporanea, è invitata a dialogare, a confrontarsi. Non può rinchiudersi in cittadelle difensive, nella nostalgia di un potere perduto. Sin dalla nascita, la Galleria è nota per il suo desiderio di dialogare con le espressioni artistiche più rilevanti dell’epoca. Di fatto, vi esporranno alcuni tra i più grandi artisti del tempo, come Lucio Fontana, Henri Matisse, Yves Klein&#8230; Il nome della Galleria San Fedele è legato ancora al Premio San Fedele, nato nel 1951 e rivolto ai giovani e alle sperimentazioni artistiche. Nel 1968 s’inaugurano gli spazi della nuova Galleria San Fedele, con una mostra di arte americana, con la collaborazione del conte Giuseppe Panza di Biumo. Una vera e propria sintesi dell’arte contemporanea internazionale, con opere di Marc Rothko, Franz Kline, Robert Rauschenberg, Claes Oldenburg, Roy Litchenstein, Jean Fautrier, Antoni Tapies.</p>
<p><img class="alignleft wp-image-1058" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/galsf-154-CASONATO.jpg" alt="galsf-154-CASONATO" width="400" height="600" />La Galleria San Fedele continua oggi la sua attività, incentrando la sua riflessione sulle sfide del mondo contemporaneo e confermando il carattere di «sala aperta», in cui si produce cultura, uno stile di pensiero e di vita. Attraverso l’attenzione ai grandi temi del passato la Galleria San Fedele vuole riflettere su come la fede cristiana si incarni nei linguaggi dell’oggi, anche con la produzione di opere che si inseriscono in spazi liturgici, come nella chiesa di San Fedele. In questi anni, sono stati invitati molti artisti contemporanei, da Lawrence Carroll a Joel Meyerowitz, da Giovanni Chiaramonte a Mimmo Paladino, da Ettore Spalletti a Hidetoshi Nagasawa, da Nicola de Maria a Claudio Parmiggiani. L’altro settore è in relazione all’arte come luogo di denuncia politico-sociale. L’arte parla allora di sviluppo della giustizia, in un mondo continuamente attraversato dalla violenza, dall’illegalità e dalla sopraffazione. Riprendendo l’esperienza degli anni ’50, nel 2004 è stato poi ripristinato il Premio San Fedele, il cui intento è di permettere ai giovani di compiere un percorso formativo, di offrire loro un luogo d’incontro, finalizzato alla formazione dei giovani artisti. Con queste caratteristiche, secondo le quali etica ed estetica tendono a coincidere, la Galleria San Fedele non vuole cedere di fronte alla mentalità superficiale e qualunquista, violenta e cinica del nostro tempo.</p>
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		<title>IL BRAND MAGGIOLINI</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 08:15:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Giuseppe Maggiolini ovvero “il mobile maggiolini” Giuseppe Maggiolini nasce il 13 novembre1738. Il padre è guardiaboschi del monastero cistercense di Sant’Ambrogio della Vittoria a Parabiago; muore lasciando orfano Giuseppe ancora fanciullo che viene accolto dai monaci e avviato al mestiere di falegname, alla pratica antica e a quel tempo ormai perduta dell’intarsio nel laboratorio del...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Giuseppe Maggiolini ovvero “il mobile maggiolini”</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-741" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/Giuseppe-Maggiolini11.jpg" alt="Giuseppe-Maggiolini11" width="780" height="499" /></p>
<p>Giuseppe Maggiolini nasce il 13 novembre1738. Il padre è guardiaboschi del monastero cistercense di Sant’Ambrogio della Vittoria a Parabiago; muore lasciando orfano Giuseppe ancora fanciullo che viene accolto dai monaci e avviato al mestiere di falegname, alla pratica antica e a quel tempo ormai perduta dell’intarsio nel laboratorio del monastero. Sorta di istitutore del giovane è un erudito sacerdote di nome Antonio Maria Coldiroli, insegnate presso il locale Collegio Cavalleri che gli impartisce lezioni di disegno e i rudimenti dell’architettura. A vent’anni dispone di una propria bottega affacciata sulla piazza del paese. Nel 1758 nasce il suo primogenito Carlo Francesco; esegue, firma e data la sua prima opera oggi nota: un piccolo tavolo da gioco. E’ un artigiano formato e capace di licenziare opere di gusto milanese ma aggiornate sui modelli decorativi che andavano diffondendosi nei territori legati agli Asburgo grazie alle invenzioni di Franz Xavier Habermann stampate ad Augsburg dall’editore Hertel. Le opere successive, nelle quali la decorazione è più vistosamente affidata all’intarsio, ci mostrano un artigiano sempre più lontano dal contesto milanese e decisamente proiettato nel gusto europeo.</p>
<p>Caso unico nella storia secolare degli artigiani del mobile d’arte italiano, Maggiolini non ha alle spalle una tradizione familiare e per questa ragione non è un conservatore. E’ forte di un sapere antico che può essere messo a disposizione del “mobile nuovo” che in tutta Europa in quegli anni va definendosi secondo nuovi usi, tipologie e forme.</p>
<p>Agli inizi della settima decade si lega ad Agostino Gerli, stuccatore, decoratore dal 1769 attivo a Milano dopo sei anni di lavoro a Parigi, nell’atelier di Honoré Guibert quando questi realizzava le decorazioni del Petit trianon. Grazie a questo sodalizio, senza essersi mai allontanato da Parabiago, realizza un certo numero di mobili nelle forme squisite della Rocaille parigina, finemente intarsiati in legni policromi e caratterizzati dall’impiego dell’antica tecnica dell’intarsio rinascimentale. Maggiolini non intarsia prospettive di città, trompe-l’oeil, santi, profeti e scene bibliche ma cineserie, allegorie delle arti, scene mitologiche, ornati vegetali – questi ultimi d’impronta spiccatamente neo-rinascimentale.</p>
<p>Sono questi anni in cui il gusto dell’arredo muta rapidamente seguendo le nuove direttive architettoniche improntate al recupero della classicità dall’architetto Giuseppe Piermarini che, per la corte dell’arciduca Ferdinando, terzogenito di Maria Teresa, rinnova il volto pubblico e privato dell’architettura Milanese. Anche il mobilio assume forme più consone a quell’idea di neo-classicismo che da Parigi a Vienna permea l’Europa al volgere dell’Ancien regime. Le forme dei mobili guardano agli ordini dell’architettura rinascimentale, limpida e aurea; l’antica tecnica dell’intarsio ligneo si ripresenta, nelle mani di Maggiolini, perfettamente adatta alla modernità. Come per il Rinascimento l’intarsio aveva rappresentato il farsi immediatezza tecnica l’astratta prospettiva, ora nell’età dei Lumi rappresenta l’unione della catalogazione enciclopedica della natura con la bellezza artistica: incontro domestico tra natura e cultura.</p>
<p>Rimangono numerose testimonianze di queste intenzioni in un corpus di superstiti come anche in un Fondo di disegni, un unicum nella storia dei mobilieri europei, che annovera quasi duemila fogli frutto del lavoro della bottega ma anche commissionati a una piccola cerchia di artisti vicini a Maggiolini. Le cose più belle spettano ad Andrea Appiani, Giocondo Albertolli, Giuseppe Levati e Agostino Gerli. Rimasto integro presso gli eredi, nel 1882 fu acquistato dalle Raccolte artistiche del Comune di Milano dove ancora si conserva presso il Gabinetto dei disegni.</p>
<p><img class=" size-full wp-image-899 alignleft" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/MA_C163-recto.jpg" alt="MA_C163 recto" width="393" height="1000" />Agostino Gerli, Mobile d’angolo, 1780 ca. Milano, Civiche Raccolte d’Arte, Gabinetto dei disegni, Fondo Maggiolini</p>
<p>Nella seconda metà degli anni Settanta, assieme a Gerli in veste di progettista, realizza alcuni capisaldi del mobile neoclassico europeo: archetipi di quello che passerà alla storia come il “mobile Maggiolini”, frutto di un artigianato artistico che si andò organizzando nella bottega di Parabiago con criteri di una moderna produzione artistica. L’arciduca Ferdinando, terzogenito di Maria Teresa diventa suo principale cliente e mecenate. Del 1772 è una scrivania, ancora nelle forme della Rocaille francese e con intarsi a chinoiserie, che Ferdinando commissiona come donativo per l’augusta madre (Vienna Bundessamlung). Seguono una serie di donativi a sfondo diplomatico: una commode per il Duca di Modena, padre dell’arciduchessa Maria Beatrice d’Este oggi a Stupinigi, un tripode per la corte dello Zar, perduto ma di cui ancora esiste il progetto nel Fondo, una quadro per il Re di Polonia Augusto Poniatowski (collezione privata), uno scrittoio per la sorella Maria Carolina Regina di Napoli, un secrétaire per l’altra sorella a Parma. E’ insignito del brevetto di “Intarsiatore delle Loro Altezze Reali” e fornisce i suoi inconfondibili mobili per il palazzo di Milano, per la villa di Monza e ancora per il palazzo di Mantova.</p>
<p>In tutti i cantieri del rinnovamento privato milanese (Serbelloni, Anguissola, Belgiojoso) i “mobili di Maggiolini” sono elementi irrinunciabili dell’arredamento alla moda. Una coppia di commodes eseguita per il banchiere Antonio Greppi nel 1777 dove assieme a Gerli e Maggiolini troviamo Andrea Appiani che compone allegorie figurate delle virtù care al committente. Nel 1784 per il marchese Domenico Serra di Genova Maggiolini esegue una commode ricchissima, Gerli ne definisce l’impianto e Levati ne cura l’ornamentazione minuta. Il mobile, oggi perduto, è noto grazie al disegno ancora nel Fondo che ci mostra un mobile completamente incrostato di intarsi in legni policromi dove Antico e Rinascimento, arte e tecnica raggiungono la moderna sintesi. L’anno della rivoluzione francese (1789), in occasione del matrimonio tra Luigia Serbelloni e Lodovico Busca, Maggiolini appronta due commodes monumentali che sono il suo capolavoro. Li disegna Giocondo Albertolli nella parte architettonica; le tarsie allegoriche e i giochi di putti spettano ad Andrea Appiani. Si tratta di mobili perfettamente neorinascimentali in cui convivono l’intarsio e la scultura delle grandi e sensuali cariatidi femminili angolari in legno dorato e i grifi bronzei a patina scura sui quali i mobili poggiano.</p>
<p>Questa felice stagione creativa termina repentinamente nel 1796 quando sul piccolo ducato piomba l’esercito del generale Bonaparte. Per Maggiolini cominciano anni di difficoltà con la perdita del suo mecenate e di gran parte dei principali committenti in un panorama di perdurante e profonda crisi economica. Solo con il 1803-1804, approssimandosi a Milano, ormai stabilmente Stato satellite della Francia napoleonica, l’insediamento della corte e l’incoronazione di Napoleone, Maggiolini vide una ripresa delle commissioni per i palazzi della corte ora Imperiale. Si tratta però di opere tutto sommato minori perché il gusto della nuova corte è mutato. Il sofisticato intarsio in legni policromi, la delicata ornamentazione neo-rinascimentale su mobili dalle forme ancien-regime non soddisfa le esigenze del tracotante arredo Impero amante del mogano e dei bronzi dorati. Gusto al quale Maggiolini non si uniformò mai, conducendo la bottega con grande dignità, ma in modo stanco e ripetitivo secondo i vecchi modi. L’aristocratica committenza cittadina più ambiziosa ha lasciato il passo alla nobiltà di provincia, ai funzionari di governo facilmente arricchiti, e ai borghesi – soprattutto avvocati e medici. E così va sino al 1814, anno del Congresso di Vienna e della morte di Giuseppe Maggiolini. Ancora per alcuni anni, sotto la guida del figlio primogenito Carlo Francesco (1758-1834) che gli era sempre stato accanto nella conduzione della bottega, si produssero i “mobili Maggiolini” per una committenza sempre più minuta e provinciale; un lento crepuscolo appena nobilitato da alcuni mobili che si faranno su disegni, ancora nel Fondo, del vecchio Professor Albertolli ormai in veste Biedermaier.</p>
<p>© Giuseppe Beretti  Riproduzione riservata</p>
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		<title>GLI EMULI</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 08:00:02 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Articoli Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Due commodes di Gaspare Bassani La vicenda e l’opera di Gaspare Bassani sono ancora poco note tra i conoscitori del mobile italiano neoclassico. Andiamo dunque con ordine scrivendo di questa coppia di commodes che con sicurezza va a lui ricondotta. Intanto bisogna dire che Gaspare Bassani è, senza più dubbi, quel monogrammista G.B.M. che ci...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Due commodes di Gaspare Bassani</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-956" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/022_a.jpg" alt="022_a" width="700" height="467" /></p>
<p>La vicenda e l’opera di Gaspare Bassani sono ancora poco note tra i conoscitori del mobile italiano neoclassico. Andiamo dunque con ordine scrivendo di questa coppia di commodes che con sicurezza va a lui ricondotta. Intanto bisogna dire che Gaspare Bassani è, senza più dubbi, quel monogrammista G.B.M. che ci ha lasciato numerosi mobili intarsiati “alla Maggiolini” ben noti agli studi e già da Morazzoni[1] attribuiti a Giuseppe Maggiolini. L’ipotesi fu avanzata assieme molti dubbi, al tempo legittimi, da Gonzàlez Palacios nel 1993[2]. Oggi, dopo un ventennio, e il ritrovamento di numerosi mobili, l’acronimo GBM si scioglie con sicurezza in Gaspare Bassani Milanese. Ma chi fu questo ebanista attivo negli stessi anni che videro il grande successo sulla scena milanese e non solo di Giuseppe Maggiolini? Per certo fu un suo allievo, più propriamente un collaboratore di buon livello del celebre ebanista. Altra cosa certa è che già nel 1789 egli è un intarsiatore ormai formato e attivo in Milano con una propria bottega. Infatti quell’anno firma un tavolo da gioco, reso noto agli studi sempre da Gonzàlez-Palacios[3] quando era in collezione Meli Lupi di Soragna, che entra a pieno titolo nel novero dei migliori mobili neoclassici italiani. Uscito dalla bottega Maggiolini con una solida esperienza, questo tavolo ne è la prova, egli porta però con se, caso unico nella storia del mobile milanese, anche un certo numero di copie di disegni impiegati da Maggiolini. Forse li copia clandestinamente, o forse col favore del Maggiolini; non sappiamo come andò ma di fatto modelli maggioliniani li ritrovano intarsiati su alcuni suoi mobili. Fatto più unico che raro, che non ritroviamo nemmeno nelle opere dell’unico allievo ufficiale del Maggiolini: Giovanni Maffezzoli[4].</p>
<p>Così sui fianchi di due commodes, oggi presso le Raccolte d’Arte del Comune di Monza[5], compare ripetuta una delle cineserie che Maggiolini aveva intarsiato sulla scrivania per l’Imperatrice Maria Teresa nel 1772. Sugli stessi mobili è un fregio derivato da un disegno impiegato per le commodes Greppi, capolavoro del Maggiolini verso il 1777. Ornati maggioliniani li ritroviamo ancora nell’angoliera che Gaspare sigla GBM oggi presso Preston Manor, a Brighton in Inghilterra[6]. Lo stesso tavolo già Meli Lupi di Soragna reca numerosi fregi tratti dalle carte del Maggiolini ancora oggi conservate nel il Fondo dei suoi disegni presso il Gabinetto dei disegni delle Raccolte d’arte del Comune di Milano.</p>
<p>Anche per la coppia di commodes che qui si studiano egli impiegò, per le grandi tarsie sulle facciate dove una riserva ovale è incorniciata da girali d’acanto da cui fuoriescono mazzi fiori, alcuni disegni di Giuseppe Levati tra le carte di Giuseppe Maggiolini. Naturalmente non si tratta mai, in tutti i mobili già noti e nei presenti, di un utilizzo pedissequo del modello originale. Gaspare ha imparato dal suo maestro Giuseppe ad adattare l’originale al proprio uso, anche a reinventare rispetto ai modelli grafici; in una parola ha imparato a disegnare. Abilità non comune tra gli intarsiatori, spesso abili esecutori di disegni altrui. Sa anche muoversi con una certa disinvoltura nella vasta messe dell’ornato neoclassico, nei volumi di repertori d’immagini dall’antico egli sa cosa cercare per i suoi mobili. Ha esperienza nell’arte dell’intarsio ligneo, sapendo disegnare ha libertà di immaginare sufficiente per comporre dei mobili di solida invenzione ornamentale ispirati al fare del suo maestro; a volte riesce anche a licenziare mobili affatto sorprendenti – più ancora di quelli del maestro artista impeccabile ma al fondo un po’ noioso – come nel caso del secrétaire reso noto da Gonzalez Palacios[7], ispirato alle tavole del Winckelmann, un unicum nella produzione italiana a cavallo tre Settecento e Ottocento.</p>
<div id="attachment_957" style="width: 226px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-957" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/022_b-216x300.jpg" alt="Il fianco di una della commodes Courtesy Il ponte, Milano" width="216" height="300" /><p class="wp-caption-text">Il fianco di una della commodes Courtesy Il ponte, Milano</p></div>
<p>Ecco che allora i due mobili in questione, nell’architettura rigorosissima perfettamente milanesi, sono arricchiti da una fine ornamentazione svolta da impeccabili intarsi di acero e acero tinto verde steso su fondi di palissandro e luminoso bois de rose. L’ornato minuto, traforato con estrema cura e diligentemente profilato, è fittissimo e ispirato ai ben noti repertori milanesi. Bassani ovviamente conosce bene, non poteva essere altrimenti (ne fu forse anche allievo a Brera?), l’opera e i volumi del Professor Albertolli. Per la facciata, si è accennato, Gaspare rispolvera dei cartoni maggioliniani, in particolare i fogli di Giuseppe Levati ancora nelle carte del Fondo Maggiolini (Cat. C.98, C 146, C 298), ricombinando le idee del Levati per incorniciare le due cartelle ovali in cui inserisce, fatto questo curioso (e non comune a me sembra), due figure galanti, vestite secondo la moda francese post-rivoluzionaria, in paesaggi con rovine. Girali d’acanto, svolazzi, fiori policromi sono eseguiti con un’abilità, e una grazia non distante da quella che caratterizza l’opera del suo maestro. Sui fianchi in riserve ovali, così come intercalati nei fregi in piccoli camei, trovano posto figure all’antica, personaggi mitologici, guerrieri e teste di guerrieri derivati dai repertori a stampa e inseriti nell’insieme con gusto e senso delle proporzioni. Nei pilastri d’angolo secondo il canone milanese inserisce candelabre finemente cesellate che ritornano anche nei piedi, raccordati al corpo del mobile da mensole di carattere architettonico.</p>
<p><em>Note</em><br />
[1] G.Morazzoni, Il mobile intarsiato di Giuseppe Maggiolini, 1953 [2] A.Gonzàlez-Palacios, Il gusto dei principi, 1993, Vol. I p. 347 [3] A.Gonzàlez-Palacios, Il tempio del gusto, 1986, Vol. II fig.533 e sgg. [4] G.A.Mezzanzanica, Genio e lavoro, 1878, p. 105 e sgg. [5] G.Beretti, Laboratorio, 2005, p. 92 e sgg. [6] A.Gonzàlez-Palacios, Op.cit., 1993, Vol. I p. 346, Vol. II fig.617 [7] A.Gonzàlez-Palacios, Op.cit., 1993, fig. 619 e sgg.</p>
<p>Nota redatta per il catalogo della vendita della casa d’aste Il ponte, Milano, 22 ottobre 2013, lotto 71</p>
<p>© Giuseppe Beretti Riproduzione riservata</p>
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		<title>COMMODES PER LA “SPOSA BUSCA” NEL 1789</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 07:30:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Giuseppe Maggiolini, Andrea Appiani, Giocondo e Raffaele Albertolli e le commodes per la “sposa Busca” nel 1789 &#160; Nell’anno che vide in Francia i primi orrori rivoluzionari e la fine dell’Ancien-regime, l’officina di Giuseppe Maggiolini eseguì una coppia di commodes che sono indiscutibilmente il capolavoro di tutta la sua carriera, in grado di reggere il confronto...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2 class="western"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: 'Open Sans', 'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: x-large;">Giuseppe Maggiolini, Andrea Appiani, Giocondo e Raffaele Albertolli e le commodes per la “sposa Busca” nel 1789</span></span></span></h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-859" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/img019.jpg" alt="img019" width="700" height="442" /></p>
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<p>Nell’anno che vide in Francia i primi orrori rivoluzionari e la fine dell’Ancien-regime, l’officina di Giuseppe Maggiolini eseguì una coppia di commodes che sono indiscutibilmente il capolavoro di tutta la sua carriera, in grado di reggere il confronto con le migliori opere dei più famosi ebanisti europei del suo tempo&#8230;.<br />
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<div id="attachment_923" style="width: 819px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-923 size-full" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/Maggiolini.jpeg" alt="Maggiolini" width="809" height="623" /><p class="wp-caption-text">Giuseppe Maggiolini e aiuti su disegni di Giocondo Albertolli e Andrea Appiani. Commode (di una coppia), 1789. Intarsi in legni policromi, legno intagliato e dorato, bronzo a patina scura. Già Tremezzo, Villa Sola-Busca</p></div>
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<div id="attachment_922" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-922 size-full" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/013-300x300.jpg" alt="013-300x300" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">  Andrea Appiani e Giocondo Albertolli, soffitto della sala di Palazzo Busca con l’affresco Psiche accolta nell’Olimpo</p></div>
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<p>© Giuseppe Beretti Riproduzione riservata</p>
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		<title>GLI EMULI/2</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 12:43:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Gaspare Bassani: un inedito con tarsie da disegni Maggioliniani &#160; E’ opera interessante per la storiografia del mobile italiano neoclassico questa commode di cui si scrive; inedita aggiunta al catalogo di quell’abile ebanista e intarsiatore milanese che per alcuni anni siglò con il monogramma GBM alcuni mobili di eccellente qualità – spesso confusi dalla storiografia...</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Gaspare Bassani: un inedito con tarsie da disegni Maggioliniani</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-738" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/Italian-Chest-GBM.jpg" alt="Italian-Chest-GBM" width="780" height="520" /></p>
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<p>E’ opera interessante per la storiografia del mobile italiano neoclassico questa <em>commode</em> di cui si scrive; inedita aggiunta al catalogo di quell’abile ebanista e intarsiatore milanese che per alcuni anni siglò con il monogramma GBM alcuni mobili di eccellente qualità – spesso confusi dalla storiografia novecentesca come opere della “bottega Maggiolini”. Oggi è noto come dietro quell’acronimo si celi Gaspare Bassani, per alcuni anni stretto collaboratore di Giuseppe Maggiolini nella bottega di Parabiago, che dopo il 1789 istituì un proprio laboratorio dando il via a una produzione autonoma ma sempre influenzata dal gusto del Maestro, nella quale compaiono modelli ornamentali derivati dai disegni dell’archivio di Giuseppe Maggiolini (ancora oggi conservati presso il Fondo Maggiolini del Gabinetto dei disegni delle Raccolte d’Arte milanesi).</p>
<p>L’opera più arcaica che di lui si conosce è il tavolo, già in collezione Meli lupi di Soragna, firmato Gaspare Bassani e datato 1789, reso noto anni or sono da Alvar Gonzàlez-Palacios[2]. Sono poi note da tempo due <em>commodes</em> che presentano tarsie derivate da una cineseria impiegata da Maggiolini per la scrivania dell’Imperatrice Maria Teresa d’Austria nel 1772[3]; un altro mobile presenta fregi intarsiati da Maggiolini su due <em>commodes</em> eseguite nel 1777 per il banchiere e mecenate milanese Antonio Greppi[4].</p>
<blockquote><p>Ora ecco comparire questa inedita commode di cui si scrive su cui compaiono altri due disegni per gli intarsi già impiegati da Maggiolini in due importanti mobili da tempo noti agli studi.</p></blockquote>
<p>Sul frontale del cassetto sottopiano e sulle corrispondenti fasce dei fianchi del nostro mobile, Bassani intarsia un fregio con foglie d’acanto derivato da un gruppo di disegni ancora oggi tra le carte maggioliniane e impiegati per le fasce di un piccolo tavolo eseguito per il principe Giberto II Borromeo[5]. Si tratta dei fogli del Fondo A 370 e delle sue derivazioni A 347, A 361 e B 363, che testimoniano di una meticolosa messa a punto da parte di Maggiolini di questo dettaglio ornamentale che, va anche detto, deriva da un fregio inciso da Giocondo Albertolli alla tavola X del volume <em>Ornamenti diversi</em> edito a Milano nel 1782. Bassani ne da una versione di proporzioni e intervalli differenti, ma il debito di derivazione dal modello maggioliniano/albertolliano è del tutto evidente, addirittura palmare.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-284" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/195-B-125-copia-2.jpg" alt="195-B-125-copia-2" width="339" height="400" />Giuseppe Levati, Antiche rovine (dettaglio) da una tavola de <em>Le Antichità di Ercolano</em> esposte. Penna e acquerello su carta bianca. Fondo Maggiolini, Raccolte Artistiche del Comune di Milano</p>
<p>E’ però un altro e più importante modello maggioliniano a comparire sul nostro mobile che qui ci interessa segnalare come dato significativo. Ci riferiamo alla veduta con rovine antiche nella riserva circolare al centro del fronte. Per questo intarsio Bassani impiega un foglio celeberrimo di Giuseppe Levati, tratto da una tavola dei cinque volumi Le antichità di Ercolano esposte, edito a Napoli sotto gli auspici di Carlo III di Borbone tra il   1757 e il 1771, ancora oggi conservato tra le carte di Giuseppe Maggiolini (B 125) assieme ad altri tre della medesima serie (B 122, 123, 124). Maggiolini tradusse in legno questa serie per le tarsie di alcuni importanti mobili oggi noti: il secrétaire oggi presso il Museo d’arte di Stupinigi[6], eseguito nel Maggio 1790 per l’Arciduchessa Maria Beatrice d’Este, moglie dell’Arciduca Ferdinando e consegnato alla Villa di Monza, e quello oggi in collezione privata[7].</p>
<p>Anche il resto del partito ornamentale del mobile – il rosone al centro del piano, il vaso tra i racemi sui fianchi e le candelabre sui pilastri – presentano forti similitudini con i modelli maggioliniani. Ma qui si tratta di punti di contatto generici, non circostanziati come quelli di cui si è detto. Il rosone al centro del piano probabilmente Bassani lo trasse da quel vasto repertorio, al tempo assi diffuso in Italia, che fu il Manuale di Vari ornamenti di Carlo Antonini edito nel 1781 di cui Maggiolini, sappiamo, possedeva una copia.</p>
<p><em>Note</em><br />
[1] G.Nicodemi, Mostra commemorativa di Giuseppe Maggiolini, Milano, 1938. G.Morazzoni, Il mobile intarsiato di Giuseppe Maggiolini, Milano, 1953 [2] A.Gonzàlez-Palacios, Il tempio del Gusto, Milano, 1986, Vol.II, fig.533 e sgg. [3] G.Beretti, Laboratorio, Milano, 2005, p. 92 e sgg. [4] G.Beretti, Op.cit., 2005, p. 30 e sgg. [5] G.Beretti. Op.cit., 2005, p. 56 e sgg. [6] G.Beretti, Giuseppe e Carlo Francesco Maggiolini. L’officina del Neoclassicismo, Milano, 1994, p. 106 e sgg. [7] G.Beretti, Op.cit., 2005, p. 70 e sgg.</p>
<p>©Riproduzione riservata</p>
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		<title>GIUSEPPE LEVATI</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 10:42:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Poltrone “d’invenzione del signor Giuseppe Levati” Un piccolo disegno, un appunto, tra le carte del Fondo Trefogli presso l’archivio di Stato del Cantone Ticino di Bellinzona, permette di attribuire l’invenzione di questo gruppo composto da sei poltrone a Giuseppe Levati&#8230; Vai all&#8217;articolo https://www.giuseppeberetti.com/fogli_sparsi/un-finimento-di-poltrone-di-giuseppe-levati-per-i-borromeo/ &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.maggiolinifuorisalone.it/giuseppe-levati/">GIUSEPPE LEVATI</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.maggiolinifuorisalone.it">Maggiolini Fuorisalone 2015</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>Poltrone “d’invenzione del signor Giuseppe Levati”</h2>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1028" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/ricerche-10-5-copia.jpg" alt="ricerche-10-5-copia" width="1037" height="694" /></p>
<p>Un piccolo disegno, un appunto, tra le carte del Fondo Trefogli presso l’archivio di Stato del Cantone Ticino di Bellinzona, permette di attribuire l’invenzione di questo gruppo composto da sei poltrone a Giuseppe Levati&#8230;<br />
<strong>Vai all&#8217;articolo <a title="https://www.giuseppeberetti.com/fogli_sparsi/un-finimento-di-poltrone-di-giuseppe-levati-per-i-borromeo/" href="https://www.giuseppeberetti.com/fogli_sparsi/un-finimento-di-poltrone-di-giuseppe-levati-per-i-borromeo/" target="_blank">https://www.giuseppeberetti.com/fogli_sparsi/un-finimento-di-poltrone-di-giuseppe-levati-per-i-borromeo/</a></strong></p>
<div id="attachment_1027" style="width: 275px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-1027 size-full" src="http://www.maggiolinifuorisalone.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/img700.jpg" alt="img700" width="265" height="315" /><p class="wp-caption-text">Artigiani milanesi, poltrona (di un gruppo di sei) in legno intagliato, dorato e laccato su disegno di Giuseppe Levati. Courtesy Sotheby’s</p></div>
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